Home Rumors L'avventura di Altura
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Racconto del 25/03/04 Continuano a spacciarla come una scuola di vela. Io, dopo cinque anni, non ho ancora visto uno straccio della sua patente. Nel frattempo sono stata trascinata in alta montagna in fuoristrada, in mezzo ai deserti sul cammello e nella Savana in mimetica, oltre ad aver assistito giusto l’altra sera ad una fantastica esibizione di free style. Le cose più o meno andarono così. Lui mi apostrofò una mattina con tono grave davanti al caffè come se stesse per rivelarmi la formula della Coca Cola: “Sentiiiii, ho deciso. Prenderò la patente nautica”. “Mi sembra un’ottima iniziativa. E dove? “Dice che i migliori stanno a Trastevere” “Non faccio fatica a crederlo, per andare in barca mi sembra il luogo ideale” “No, guarda, lì c’è la scuola di teoria. Poi in barca si va a Fiumicino”. “Mh, e chi insegna a questa Trastevere?” “Dice che il migliore sia un certo Mai Vald, Carlo Mai Vald. Anzi, Maiwald tutto attaccato” “Mhh, e chi te lo ha consigliato questo Carlo Mai Vald Tuttoattaccato?” “Gente che ci ha già preso la patente” “Ah mbhè” Io mi fidai. Sbagliai. Lui si iscrisse. I corsi erano in notturna, praticamente dopo le dieci di sera. Passavano i mesi. Lui temporeggiava: “No, non sono ancora pronto per l’esame”. Ma tornava da ‘ste lezioni di punti nautici e latitudini come se l’avessero panato nella cocaina. Il primo fine settimana del secondo mese dell’era Carlo Mai Vald Tuttoattaccato non lo passammo in mare ma in un incubo, in mezzo alla neve - che sempre di acqua si tratta ma allo stato solido – in fuoristrada, slittando in prossimità di strapiombi e precipizi. Loro si divertivano da impazzire. Io scesi dalla macchina e chiamai l’avvocato matrimonialista. Il secondo fine settimana del terzo mese dell’era Carlo Maiwald Tuttoattaccato lui si presentò a casa con i depliant del deserto del Sahara. “Me li ha dati Carlo. Si partirebbe tutti insieme da Gibuti e…” “Si ma ‘sta patente nautica?” “No beh mi sembra prematuro…” Il terzo fine settimana del quinto mese dell’era Carlo Maywald Tuttoattaccato, lui cominciò a parlare di un certo Buddha. Lì fui categorica: “Te lo dico e non te lo ripeterò: se torni vestito come un bonzo, coi libri del Kundalini Yoga sotto braccio mentre mangi i germogli, stavolta scatta l’interdizione mentale e la perdita della patria potestà sui gatti”. Mi fu chiarito che Buddha in realtà si chiamava Andrea Mo Nselesan. Anzi Monselesan tuttoattaccato. “Ma tipo uno normale, noo? Uno che si chiama Mario Cacini nienteee?? Mo’ sto Buddha che vi fa? Il training autogeno?” Mi fu consigliato vivamente di risparmiarmi il sarcasmo per occasioni migliori. Soprattutto in presenza di questo Monselesan tuttoattaccato pure lui. Finalmente si andò in vacanza. In barca. La sedicente scuola di vela schierò tutta la flottiglia capitanata dai migliori skipper sul mercato. Ci diedero appuntamento in Corsica. No, non ad Ajaccio. Troppo facile. La barca non è roba da signorine. Per salirci devi arrivarci. E ad Altura non ci si vuole negare nulla: traghetti, treni, corriere, torpedoni, asini, muli. Solo dopo due giorni di viaggio scorgi su un pontile i vessilli della sedicente scuola e finalmente ti abbandoni al piacere: hostess ad accoglierti, mozzi che lavano il pontile, chef in cucina e un Cd di Chet Becker che diffonde le note di “My Funny Valentie” in tutte le suite. Hai sbagliato pontile. Altura sta giusto a ridosso del panfilo e ci ha Buddha ad accoglierti, Massimo che lava il pontile e Valentina in cucina. Però i Cd sono più belli di quelli del panfilo e sono infatti quelli di Mario. Inoltre Valentina cucina meglio dello chef e Massimo lava meglio di Mastrolindo. Il concetto di crociera estiva, ad Altura, è assimilabile solo ai riti di iniziazione nelle tribù per il passaggio alla pubertà: dal salto nel cerchio di fuoco ai sacrifici umani non c’è pratica che non venga imposta ai neofiti. Solo così si forgiano il valore e l’ardore degli aspiranti. Fummo forgiati per una settimana. Dopo quella settimana altre se ne sono susseguite negli anni in questa specie di “Avventure nel mondo” acquatica nella quale abbiamo visto di tutto tranne che la commissione d’esame di Fiumicino. Il mio avvocato ormai, quando vede la chiamata sul cellulare, mi devia sul Telefono Rosa. I gatti sanno che, quando lui apre la cassapanca e prende la cerata, la maggior parte delle volte finirà in alta montagna a fare trekking o a sgommare in qualche pantano fangoso. Nel frattempo io ho imparato a nuotare e, già che c’ero, ho preso la patente nautica con quelli di Trastevere. Lui no. Gli sembra prematuro. Soprattutto ha capito che, se poi la prende, rischia di non avere più scuse per andare da quelli di Trastevere e così uscire definitivamente fuori dal tunnellellelle del divertimentoooo. La moglie di lui T. R. S.
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