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Il conseguimento della patente nautica è sicuramente il primo obbligo amministrativo da affrontare per chiunque aspiri all’acquisto e al comando di una imbarcazione da diporto.
Oggi, il corso della patente ha sostituito, in parte, i vecchi corsi di vela, ed è diventato un modo per avvicinarsi al mare e navigare con consapevolezza anche senza aspirare al comando.
Le patenti nautiche si distinguono in : entro 12 miglia e senza limiti dalla costa. (invece per le navi, cioè unità superiori ai 24 metri, è prevista un’abilitazione a parte).
L’abilitazione al comando è obbligatoria per le imbarcazioni da diporto, cioè senza scopo di lucro, superiori ai dieci metri e sino ai 24 metri di lunghezza fuori tutto, e per ogni unità con un motore installato superiore ai 40,8 hp ( corrispondenti a 30 kw).
La patente nautica viene rilasciata dalle sedi provinciali della Motorizzazione Civile, solo per le abilitazioni entro 12 miglia , e dalle Capitanerie di porto che possono rilasciare tutte le abilitazioni, ovviamente previa il superamento di un esame.
Le modalità per il conseguimento della patente nautica, ricalcano sostanzialmente l’iter per la patente automobilistica, con una prima parte teorica e successivamente una parte pratica. La prova teorica è a sua volta suddivisa in una esercitazione di carteggio (vero scoglio dell’esame), cioè una simulazione di navigazione da effettuare sulla carta nautica, e da una serie di quiz, tesi a verificare la preparazione su tutti gli altri argomenti del programma ministeriale. Tra i piu’ importanti : Architettura navale , meteorologia, norme per prevenire gli abbordi in mare, sicurezza della navigazione con particolare riguardo alla rotta di collisione , ed alle avarie piu’ importanti, motore , elica, timone, radionavigazione etc.
Ogni Capitaneria ha la libertà di scegliere le modalità d’esame , in particolare la Capitaneria di Porto di Roma è organizzata con una prova di carteggio composta da quattro problemi da risolvere in 45 minuti, i quiz invece sono trenta a risposta multipla, con una tolleranza di 5 errori.
Sul sito internet della Guardia Costiera è possibile scaricare i test d’esame e le relative risposte.
La prova pratica cambia in base al tipo di comando a cui si aspira, per le unità a motore è previsto il recupero dell’uomo a mare e una serie di ormeggi e disormeggi.
La prova pratica per le imbarcazioni a vela è piu’ articolata e complessa, comprende le manovre , le regolazioni ,le riduzioni delle vele, e il fatidico recupero dell’uomo a mare a vela. Al rientro, ammainate le vele, al candidato spetta l’ultima prova, l’accosto in banchina.
Chi consegue la patente nautica a vela , puo’ comandare anche imbarcazioni a motore e non viceversa, in questo caso il Legislatore ha voluto dare un chiaro segnale ritenendo la patente a vela piu’ completa.
Per essere ammessi agli elenchi dell’esame, il candidato o una agenzia in sua vece, deve presentare una pratica cartacea composta da una domanda in bollo, con visita medica in bollo e tasse d’esame (ad oggi i versamenti sono uno di 25,00 € e uno di 1,60 € intestati alla Tesoreria Provinciale ), successivamente andrà presentato un foglio di prenotazione , per concordare la data che deve essere per legge compresa tra i trenta e i 45 giorni dall’istanza.
La pratica cartacea da diritto a due tentativi d’esame e ha una validità di 6 mesi, se in questo arco di tempo non vengono superati gli esami la pratica viene archiviata.
Per preparare l’esame è possibile trovare ottimi libri e sistemi multimediali, ma la strada piu’ utilizzata e veloce è quella di seguire un corso presso una scuola nautica, o una agenzia che deve essere autorizzata dalla Provincia.
I corsi variano per durata e costi, in base alla tipologia della patente da conseguire e si svolgono normalmente la sera e negli orari piu’ accessibili a chi lavora.
La quota da mettere in bilancio varia in base alla tipologia di corso e al materiale fornito dalla scuola, ma possiamo considerare come budget totale un somma compresa tra i 700 € e i 1200 €, escluse richieste particolari come lezioni individuali o a domicilio.
Una garanzia da richiedere alle scuole nautiche serie, è quella di non essere abbandonato in caso di esito negativo al primo tentativo.
In seguito alla promozione il documento cartaceo viene rilasciato dopo pochi giorni dall’esame e ha una durata di dieci anni, allo scadere di questi il documento deve essere rinnovato, come la patente di guida .
Ovviamente è possibile presentarsi agli esami anche da privatista, e consegnare tutta la pratica autonomamente. E’ possibile usufruire per la prova pratica, della propria imbarcazione, purchè abbia la stessa omologazione della patente richiesta, e tutti i documenti in regola. Il candidato dovrà essere accompagnato da persona abilitata.
Da sottolineare che per il comando di imbarcazioni da diporto oltre alla regolare abilitazione al comando, c’è l’obbligo di avere a bordo almeno una persona con il certificato limitato di radiotelefonista, valido per le navi di stazza lorda fino a 150 tonnellate e rilasciato dall’ispettorato territoriale del Ministero delle Comunicazioni .
Il certificato limitato si consegue senza esami , previo una semplice pratica cartacea.
Ed ora? Abbiamo superato l’esame , ritirato il documento, brindato con gli amici, siamo pronti? Non sempre.
Capita sempre piu’ spesso che i corsi non siano sufficienti a formare un buon marinaio. Manca l’esperienza, e soprattutto le lezioni pratiche sono piu’ finalizzate a superare l’esame che a navigare realmente.
Il neo comandante ha diverse strade da seguire:
1) Provare con uscite giornaliere, facendo le prime esperienze da solo in base alla propria audacia.
2) Continuare a navigare con amici piu’ pratici o con delle scuole, per fare esperienza e rimandare il primo comando.
3) Partecipare ad una flottiglia organizzata, che permette di testare la propria preparazione, ma con un paracadute di sicurezza che è il capo flotta.
4) cercare un imbarco come equipaggio su una barca da regata, in uno dei tanti campionati invernali dove c’è sempre necessità di materiale umano.
La considerazione di fondo e’ che come in tutti gli sport anche per la vela e’ necessaria la pratica, piu’ si naviga piu’ si ha la possibilita’ di migliorare la propria perizia marinaresca. Dopo tanti anni dedicati alla didattica ci siamo spesso confrontati con persone abilitate coscienti delle proprie lacune, ma anche tanti incoscienti.
Un’ ottima soluzione potrebbe essere quella di introdurre un “libretto di navigazione ore /miglia percorse in mare come avviene per chi vuole conseguire l’abilitazione al pilotaggio di piccoli aerei.
E’ una strada già battuta con successo in Germania, con una serie di istruttori abilitati, in grado di documentare le miglia sul libretto.
Sarebbe sicuramente piu’ impegnativo e costoso, sia per i candidati che per l’amministrazione, ma garantirebbe una maggiore preparazione al comando , senza doverci accontentare del buonsenso personale.
Gli esaminatori potrebbero essere dei professionisti della Patente Nautica , senza la necessità di strappare (spesso malvolentieri) i membri delle commissioni dai loro impegni professionali.
Non sarebbe un prezzo da pagare volentieri per innalzare il livello di sicurezza in mare? Carlo MAYWALD
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